Tempi duri per chi si emoziona facilmente – Recensione di Tempi duri per i romantici, Tommaso Fusari

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7 ottobre 2016.
Qualche giorno prima avevo intervistato un giovane ragazzo romano, galantuomo come ne sono rimasti pochi: con le borse della spesa in mano, mi telefona lui. Tommaso Fusari sulla sua pagina Facebook “Tempi duri per i romantici” scrive piccoli racconti quotidiani, pieni di umorismo, carbonara e Blink 182.
Inizio imbarazzato per entrambi: io che mi fingo esperta giornalista e lui che spezza la tensione prendendomi in giro per il mio accento del nord e le mie vocali aperte. Finisce che parliamo per due ore, tra una sigaretta e l’altra, una domanda idiota e un’accesa discussione su Alessandro Baricco. Finalmente il 7 ottobre pubblico la mia intervista, che raggiunge le quote mai viste di più di 11 mila visualizzazioni.
Quello che voi non sapete è che da quel giorno Tommaso ed io siamo rimasti in contatto, finché non mi ha svelato il segreto dell’uscita del suo libro.

Dopo qualche tempo dalla pubblicazione (scusa per il ritardo, Tommaso) sono entrata alla mia Mondadori di fiducia e ho chiesto alla tizia in rosso se avessero una copia del libro Tempi duri per i romantici. Non ve lo dico nemmeno quanto mi sono sentita figa nel comprare il libro di una persona che conosco!
Ho mandato subito una foto a Tommaso, che qualche ora dopo, in una pausa sigaretta dal mio lavoro, mi ha chiamata per salutarmi.
Pronto?
Per caso è la mia giornalista preferita?
E lei è per caso il mio autore di bestseller di fiducia?

Tra un “come stai” ed un “bene, grazie e tu” ho solennemente giurato che avrei letto il libro nel minor tempo possibile e che avrei scritto una recensione. Ho promesso anche di essere assolutamente obiettiva e imparziale. Ho finito il libro esattamente 57 minuti fa. Così, eccoci qui.

Tempi duri per i romantici è la storia di Stefano, 22enne romano con un lavoro insoddisfacente, che sopporta solo perché gli permette di avere una casa tutta sua e di uscire con i fidatissimi amici. Sta con Michela, ma non la ama. Un giorno gli capita di ripensare ad Alice, amica d’infanzia che viveva nella casa di fronte e che un giorno di dieci anni prima è scomparsa senza lasciare traccia. Da quel momento Stefano non può fare a meno di pensare alla giovane amica che ha lasciato un profondo vuoto dentro di lui, così inizia a cercarla. Quando la trova scopre una persona diversa, distrutta, rotta dentro, che lo rifiuta e gli sbatte letteralmente la porta in faccia. Con la testardaggine dei suoi 22 anni, Stefano non si arrende, conquista Alice e il suo piccolo angolo di cielo.

Una trama semplice: loro si vogliono bene, poi si perdono, vite di merda, poi lui la cerca, la trova, si amano. Un cliché romantico come altri, ma raccontato nel modo in cui Tommaso racconta le cose è tutta un’altra storia. Stefano riesce a cogliere dettagli di Alice che sono quasi impercettibili, riesce a vedere la sua trasformazione nella sfumatura dei suoi capelli, riesce a osservare il modo in cui lei si scosta i capelli dal viso e a farlo diventare un gesto eroico.
Stefano ama Alice nel modo in cui tutti noi vorremmo essere amati. Alice ama Stefano come tutti noi sappiamo amare: facciamo del nostro meglio.

Oltre ai due innamorati, la grande protagonista del romanzo è Roma. Con i suoi dettagli, il suo profumo di cibo fatto in casa, gli stornelli cantati per le vie, la si vede attraverso lo sguardo di chi davvero la ama. Un dipinto classico, folkloristico, sentimentale di casa.

I personaggi che costellano l’universo di Alice e Stefano sono tanti, qualcuno buono e qualcuno cattivo. Gli amici di Stefano sono fondamentali nello sviluppo della trama e accompagnano alcuni dei momenti più felici della coppia; le persone di cui si circonda Alice sono oscure, di quelle che girano di notte nei sobborghi con gli occhi mezzi chiusi e la puzza di alcol addosso. Entrambi i gruppi sono lo specchio di come i due hanno vissuto.

Il finale è sorprendente. Non è scontato, è impensabile, soprattutto da sopportare. Fa comprendere che, nel bene o nel male, amandolo o odiandolo, l’intento del libro è emozionare.
(In ogni caso, Tommaso, ma sei matto?!)

Di sicuro questa è la parola chiave: emozione. Non importa che la storia sia un romantico cliché, non importa che le frasi d’amore spesso siano sdolcinate, non importa che la fine ti faccia piangere.. l’unica cosa importante è che ti fa emozionare.

Sono davvero tempi duri per i romantici, ma grazie.

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Linda Moncado

Linda Moncado

Nata il 13 settembre 1993 a Vimercate. Ho vissuto e frequentato le scuole nel piccolo paese brianzolo dove mia madre aveva un bar, da cui osservavo l'umanità. Ho frequentato il Liceo Linguistico a Monza. Sogno di fare la scrittrice da quando ero bambina e mi sono innamorata de Il richiamo della foresta di Jack London. Oggi i miei modelli letterari sono F.S. Fitzgerald, Hemingway e Garcia Marquez.

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