Il quinto potere – La storia di Assange e Berg

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Il Quinto Potere è un film del 2013 diretto dal regista Bill Condon. La sceneggiatura è basata principalmente su due libri:
1) “Inside Wikileaks. La mia esperienza al fianco di Julian Assange nel sito più pericoloso del mondo.” di Daniel Domscheit-Berg
2) “Wikileaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato.” dei giornalisti del The Guardian Luke Haarding e David Leigh.

Il film indaga il difficile rapporto tra Assange, fondatore di Wikileaks, e Daniel Domscheit-Berg, il suo primo socio.

I due si incontrano quando Wikileaks è ancora agli inizi e Assange è conosciuto principalmente negli ambienti di hacktivisti. Berg è subito stregato dalla personalità e dalla missione di Assange, così entra nell’associazione.
I primi dissidi fra i due nascono quando la stampa comincia a considerarli co-fondatori, scatenando l’ira vanesia di Assange.
Ma il vero punto di rottura avviene quando Assange riceve più di 250 mila documenti di guerra degli Stati Uniti.
Mentre Assange vuole pubblicarli integralmente, senza alcuna revisione, Berg teme ripercussioni sugli informatori del governo americano nelle zone di guerra e vuole ometterne i nomi.

Il film è stato vittima di innumerevoli critiche: qualcuno non ha apprezzato lo stile della pellicola, mentre qualcun altro ha accusato la produzione di voler screditare il lavoro di Assange.

Qualunque sia la propria opinione personale, cioé che Assange sia un eroe o un terrorista, di sicuro è una figura controversa e difficile da comprendere. Il suo disperato bisogno di verità, anche a rischio della vita, è in totale contrapposizione con il suo modo di approcciarsi agli amici, che spesso manipola. Forse questo sarebbe stato un soggetto a dir poco più interessante, soprattutto considerando che il regista Condon e lo sceneggiatore Singer avevano a disposizione un attore come Benedict Cumberbatch.

Cumberbatch (Sherlock BBC, MARVEL’s Doctor Strange) è sicuramente adatto al ruolo, che non gli è nuovo, di un eroe tormentato dai propri demoni.

A Daniel Bruhl (Bastardi senza gloria, Captain America: Civil War) viene affidato il ruolo di Berg. Sicuramente è convincente, anzi adatto. Diviso tra l’ammirazione per l’amico e la realtà dei fatti, è di sicuro lui il personaggio più umano della sceneggiatura.

In conclusione, detrattori o meno, non è un film da buttare via e può aiutare molti a farsi un’idea su quanto sia complessa (e non priva di compromessi) la Rivoluzione.

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Linda Moncado

Linda Moncado

Nata il 13 settembre 1993 a Vimercate. Ho vissuto e frequentato le scuole nel piccolo paese brianzolo dove mia madre aveva un bar, da cui osservavo l'umanità. Ho frequentato il Liceo Linguistico a Monza. Sogno di fare la scrittrice da quando ero bambina e mi sono innamorata de Il richiamo della foresta di Jack London. Oggi i miei modelli letterari sono F.S. Fitzgerald, Hemingway e Garcia Marquez.

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